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Ma siamo sicuri che la soluzione al caro energia sia sempre pagare meno tasse, anziché consumare meno energia?
Meloni chiede una risposta europea rapida al caro energia.
Benissimo per l'emergenza. Ma poi?
Da anni parliamo di efficienza energetica, riduzione dei consumi, isolamento degli edifici, impianti più efficienti e transizione energetica. Eppure, quando i prezzi aumentano, la risposta politica sembra sempre la stessa: intervenire sulle bollette.
Negli Stati Uniti, con la crisi dello Stretto di Hormuz, l'amministrazione cerca nuove forniture di diesel, perfino dalla Russia. Oggi qualche margine esiste ancora. Ma quando non ci saranno più fornitori alternativi?
Ridurre le tasse può alleggerire il conto, non riduce i litri di gasolio o i metri cubi di gas necessari. E sposta parte del costo sulla fiscalità generale.
Naturalmente servono aiuti a chi non può permettersi nuovi impianti. Ma gli incentivi dovrebbero accompagnare un cambiamento, non sostituirlo.
E se il vero problema non fosse il prezzo dell'energia, ma la nostra ostinazione a consumarne sempre altrettanta, aspettandoci che qualcuno la renda più economica?