emama

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Dati al 6 agosto 2026

40 femminicidi
2 suicidi indotti di donne
1 omicidio di un ragazzo
1 suicidio di una ragazza trans
5 casi in corso di accertamento
Si tratta di morti indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale.

Inoltre, ci sono almeno altri 79 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali e almeno 7 casi di omicidi correlati, di persone che sono rimaste coinvolte, cercando di fermare il femminicida o l’aggressore di donne e altre persone familiari e amiche.

In seguito ci sono stati altri 4 femminicidi:

  • Maria D'Alessandro (66 anni): uccisa a coltellate dal marito il 15 agosto (Ferragosto) a Sant'Angelo a Cupolo (Benevento). L'uomo ha poi tentato il suicidio con la stessa arma.
  • Tania Terrin (39 anni): assassinata a Camponogara (Venezia) a ridosso di Ferragosto dall'ex compagno, che si è tolto la vita subito dopo. Il caso ha suscitato forti polemiche politiche per via delle precedenti denunce e minacce subite dalla donna.
  • Michela Rubiu (47 anni): deceduta il 17 agosto a Cagliari dopo 25 giorni di agonia in ospedale. Era stata ferita alla nuca con un colpo di pistola dal marito a fine luglio.

La quarta vittima proprio oggi 18 agosto accoltellata a morte a Colleferro (Roma) all'interno della propria abitazione. Il marito di 69 anni ha confessato il delitto, avvenuto davanti a uno dei cinque figli della coppia.

#femminicidi2026 #tentatifemminicidi
#nonunadimeno

@news

Non Una Di Meno - Osservatorio nazionale femminicidi, lesbicidi, transcidi https://osservatorionazionale.nonunadimeno.net/

 

MATERIALI SULLA PALESTINA [aggiornamenti periodici] | COBAS SCUOLA PALERMO https://cobasscuolapalermo.com/materiali-sulla-palestina/

Molto materiale informativo e didattico utile per la riapertura delle scuole.
Alla faccia dei divieti anticostituzionali di Valditara

#palestina #materialedidattico

@scuolalibertaria
@news

[–] emama@poliversity.it 1 points 5 days ago (1 children)

@elettrona @news
La domanda che mi porgo è:
cui prodest?

Ranucci? Mah. Se avesse voluto davvero lasciare Report per darsi alla politica non penso avesse bisogno di questo attentato per trovarsi sulle prime pagine. A quello ci aveva già pensato la destra destra.

 

Bella! bomba d'amore. Non smetto di ridere!
È così, come da saggezza popolare, "dagli amici mi guardi iddio, che dai nemici mi guardo io". Con questo "attentato d'amore' l'amico fraterno ha probabilmente bruciato Ranucci sia come leader del centrosinistra che come conduttore di Report.
Mi spiace davvero per il giornalista, purtroppo costretto in un angolo umano, professionale e politico. Cosa ne sarà? Staremo a vedere, in definitiva dipende da come e se l'opinione pubblica, cioè noi, continuerà a guardarlo con gli occhi di prima.

#ranucci #lavitola #attentatoaranucci

@news

Attentato a Ranucci, Lavitola resta in carcere: gip respinge la richiesta dei domiciliari | Sky TG24 https://tg24.sky.it/cronaca/2026/08/13/attentato-ranucci-lavitola-ultime-notizie

 

Franco Coppoli da Calì - Colombia

Siamo arrivati con Elisabetta a Cali venerdì 7 agosto per partecipare alle manifestazioni di protesta al monumento della resistenza contro l'insediamento presidenziale di de la Espriella e portare la solidarietà dei Cobas scuola al movimento de los Jaguaros.
Stamattina circa alle 7:30 qui a Cali siamo stati svegliati da una lunga e prolungata scossa di terremoto durata oltre un minute e progressivamente sempre più forte. Noi siamo usciti dalla casa dove eravamo, di nuova costruzione, che è pesantemente lesionata. Siamo nel quartiere dell'Alameda un quartiere centrale, con case basse. I crolli sono avvenuti nelle case più alte e in quelle più vecchie. La popolazione si è riversata in strada e adesso c'è una collaborazione per liberare dalle macerie edifici o parti di edifici crollati. Qui la situazione è relativamente tranquilla, ma c'è nell'aria una nebbiolina di polvere gialla diffusa che fa pensare a crolli più importanti. Non c'è elettricità né acqua nelle case.
Qui a Cali dovrebbero essere crollati due ponti, queste le notizie che circolano. Vedremo come affronterà questa emergenza il nuovo e contestato presidente de la Espriella che si è insediato proprio due giorni fa, il 7 agosto, qui a Cali, solo e circondato da militari nel quartiere militare di Cali, senza appoggio popolare, dopo che gli studenti avevano impedito che la cerimonia si tenesse all'università.
Ieri, dopo aver incontrato l'ambasciatore di Israele, il presidente ha dato fuoco alle polveri ed è stata rotta la pace sociale e politica, sono iniziati attacchi diffusi da parte dell'esercito contro le formazioni guerrigliere dell'ELN e delle FARC dissidenti che non hanno consegnato le armi.
E "el tigre", come si fa chiamare il neopresidente, ha dichiarato che riprenderanno le fumigazioni contro i campesinos che producono coca. Un clima da guerra civile in solo due giorni di mandato, cui si oppone il movomento diffuso dei Jaguaros (in america latina non ci sono tigri ma il giaguaro è un animale sacro delle culture native e indios dell'amazzonia e dell'america centrale). Vedremo come questo caudillos la cui elezione è contestata e sospetta affronterà questa emergenza umanitaria: se garantendo aiuti alla popolazione oppure continuando a garantire gli interessi dell'ologarchia colombiana e i progetti neocoloniali di USA e Israele.
Per adesso è fondamentale l'intervento a fianco della popolaziobe colpita da questa forte scossa di 7.4 magnitudo che ha epicentro proprio qui "nel valle" di Cali.

Franco Coppoli

Aggiornamento ore 1.30 PM siamo davanti al mercado dell'Alameda dove c'è stato il crollo di un palazzo e si sta scavando per tirare fuori dei sopravvissuti. Appena ci sarà la linea allego le immagini drammatiche degli scavi. Tanta solidarietà, ma arrivano notizie di morti e crolli di tanti palazzi nella zona sud della città. Una città in ginocchio in cui la solidarietà è scattata subito ed è commovente vedere tante persone che lavorano febbrilmente insieme contro il terremoto
NB tutte le immagini e i video sono a disposizione di tutti. Chiedo solo di citare la fonte, grazie

N.B. Altre foto sul profilo FB di Franco Coppola

#colombia #calì #delaEspriella

@news

 

Lorenzo Tosa

È successo.

La maggioranza di destra ha appena ufficialmente negato in Aula alla Camera l’acquisizione delle chat tra Delmastro e Caroccia.

Con 206 voti a favore (e 133 contrari), la destra peggiore della storia repubblicana ha appena umiliato le istituzioni e calpestato il diritto e dovere dei giudici di indagare su un fatto gravissimo che tocca i rapporti tra politica e criminalità organizzata e, insieme, ha leso definitivamente il diritto dei cittadini di sapere cosa ci fosse scritto in quelle chat.

La prossima volta che sentite Giorgia Meloni straparlare di Paolo Borsellino, di antimafia, di lotta alla criminalità organizzata, ricordatevi questi 206 voti.

Segnateveli tutti.

Per capire bene il significato delle parole ipocrisia e vergogna.

Siamo di fronte a una classe politica indecente che tratta i poveri come criminali a qualsiasi età e protegge i suoi amici dalle inchieste.

Spacciandolo pure come garantismo. Che non c’entra nulla con questo scempio.

E poi, non paghi, invece di provare vergogna, hanno avuto ancora il coraggio di insultare le opposizioni accusandole, nel delirio, di essere andati a trovare in carcere un condannato al 41bis, come se non fosse una normalissima prerogativa parlamentare.

Ha ragione Gianni Cuperlo. Questa non è politica.

Questo è teppismo istituzionale.

Questa è una delle pagine più nere del governo più NERO (in tutti i sensi) della storia della Repubblica.

Chiunque, di qualunque colore, di qualunque idea e un minimo di decenza e pulizia, da stasera ha capito che l’unica cosa che possiamo fare, come cittadini, come attivisti, come partiti, come politici, come società civile, è mandare a casa questa gente.

Prima che sia tardi.

È già tardi.

Questo è.

#lorenzotosa #delmastro #capoccia #mafia #clansenese #fratelliditalia #chatdelmastrocaroccia

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La Directa e gli agenti infiltrati: la Spagna sanziona il giornale che li ha smascherati | Il Fatto Quotidiano.it https://share.google/lbzQxJXIDpltWQjJN

#Spagna #agentiinfiltrati #giornalismodinchiesta
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Da Morti di Lavoro

MADDAI…
Mercoledì 29 luglio è ricomparsa Marina Elvira Calderone. La data non rimarrà nella storia, perché la ministra del Lavoro (per così dire, dal momento che di mestiere fa la capa dei consulenti aziendali, incarico ceduto al marito perché sennò pareva brutto), ha fatto una delle sue apparizioni stile madonna pellegrina in Parlamento. Dove davanti alle commissioni Lavoro e Agricoltura della Camera ha impapocchiato un po’ di numeri, ha elogiato se stessa e il governo Meloni perché tutto va meravigliosamente bene e poi è sparita nuovamente. Non gliene facciamo una colpa, da una ministra fantasma non si possono pretendere gli effetti speciali.

Però non dovrebbe mai superare il limite del ridicolo. E invece, a proposito dei malori e delle morti legati alle ondate di calore, con la faccia seria ha detto che “con la piattaforma Worklimate, il tasso di infortunio nel settore agricolo è risultato inferiore del 25% rispetto alle regioni prive di tali misure, a conferma dell'effetto protettivo delle limitazioni temporanee delle attività nelle giornate a maggior rischio di stress termico. È la dimostrazione che l'integrazione tra ricerca scientifica, sistemi di allerta e strumenti normativi rappresenta una strategia efficace di adattamento agli effetti del cambiamento climatico nel mondo del lavoro".

Detta così verrebbe da complimentarsi, se non altro per la puntigliosità con la quale è andata a cercarsi dati ancora inesistenti (l’Inail è ferma ai numeri di maggio). Una domanda però sorge spontanea: la ministra sa quante sono le regioni che non hanno adottato ordinanze contro il caldo? Glielo diciamo noi: due (2), cioè Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, che è organizzata in province autonome. Visto che una domanda tira l’altra: sa quanti sono i lavoratori agricoli in quelle regioni? Poco più di 50.000. E sa quanti sono gli occupati nell’agricoltura in Italia? Circa un milione e mezzo tra autonomi e dipendenti, cui si aggiungono non meno di 300.000 lavoratori in nero. Insomma, sulla base di dati non noti la ministra è riuscita a fare un confronto tra un insieme di 50.000 lavoratori e un altro che supera 1.700.000, dove nel primo si vive all’inferno e nel secondo nel paese del Bengodi. Bisognerebbe raccontarlo ai 24 lavoratori agricoli morti nel mese di luglio (2 i Trentino Alto Adige, nessuno in Valle d’Aosta, dove quest’anno non si sono registrati incidenti mortali, in nessun settore), 5 dei quali per malori legati alle alte temperature.

#mortidilavoro #lavoroagricolo #Calderone #Worklimate

@news

 

#lorenzoTosa

La Spagna di Pedro Sánchez ha dato una risposta durissima al ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e a Giorgia Meloni per le sconcertanti dichiarazioni con cui Tajani ha evocato e invocato la sospensione di Schengen.

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha convocato ufficialmente l’ambasciatore italiano e ha replicato con una nota ufficiale di inaudita fermezza alle accuse del governo e del suo omologo italiano:

"Questo messaggio è indegno del ministro degli Esteri di un Paese partner e amico da cui ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica. I fatti di oggi hanno a che fare con una sentenza, niente a che vedere con ciò che dice il tweet.
Ho convocato domani (oggi, nda) l'ambasciatore italiano".

Non solo.

Il governo spagnolo ha anche smentito definitivamente la bufala secondo cui quello che è successo a Ceuta sia la conseguenza della regolarizzazione di 500.000 migranti voluta da Sánchez, chiarendo che si tratta della conseguenza della sentenza della Corte suprema sui respingimenti immediati.

“È falso che chiunque abbia attraversato il confine negli ultimi giorni possa beneficiare di questa procedura, poiché richiede condizioni molto specifiche, come dimostrare la residenza in Spagna prima del 1° gennaio 2026 e aver risieduto in Spagna per cinque mesi consecutivi al momento della domanda.“

Fine.

Il governo Meloni è riuscito a trasformare una questione tutta spagnola in una crisi diplomatica, un boomerang politico e una figuraccia - l’ennesima - a livello internazionale.

Siamo nelle mani del peggior ministro degli Esteri della storia recente e della peggior destra mai avuta nella storia repubblicana.

E hanno fatto benissimo Sànchez e Albares a ricordarglielo.

Sperando che se lo ricordino, e glielo ricordino, anche gli italiani. Prima o poi.

#tajani #josemanuelalbares #crisidiplomatica #Spagna #ceutaemelilla

@news

 

ChatGPT è il moderno confessionale?

I cattolici osservanti conoscono bene la funzione del confessionale. Oltre la grata un uomo, di cui ti fidi a priori, è pronto ad ascoltarti. Puoi abbandonare il pudore e rivelare solo a lui cose molto private, che ti vergogneresti di rivelare a chiunque altro. Puoi confessare le tue paure, i tuoi desideri sapendo che non sarai giudicato. In cambio dovrai recitare Pater Noster ed Ave Maria. Un prezzo davvero basso per il "servizio" che ti viene offerto: liberare l'animo da oscure pesantezza ed ansie.

Che ChatGPT abbia preso il posto negli adolescenti dell'obsoleto confessionale?

Molti ragazzi affermano di vedere il chatbot come un amico che non giudica ed è sempre disponibile:
sono oltre il 40% i giovani che si rivolgono all'IA per confessare momenti di tristezza o ansia. L'algoritmo è sempre pronto ad "allungarti una mano" senza che tu debba temere di essere sgridato, preso in giro, senza che il tuo problema sia considerato una cosa da nulla, un effetto della crescita, degli ormoni, della tua inadeguatezza.

Rispetto al vecchio parroco cosa cambia?
Probabilmente il rischio di una dipendenza emotiva da un algoritmo privo di empatia reale o competenze cliniche. Che invece da dietro il confessionale si potrebbe esprimere con il tono della voce e qualche consiglio.
Se poi c'è davvero l'insorgenza di un pericolo AI non è in grado di percepirlo e mettere in guardia la persona. Un uomo invece dietro la grata può percepirlo e consigliare di conseguenza.

Insomma sembra forte negli adolescenti il bisogno di una laica finestrella confessionale.

#ChatGPT #ai #adolescenti
@news

 

IL PRIVILEGIO DI ESSERE CONSIDERATI FRAGILI

Esiste un privilegio di cui parliamo poco: il privilegio di essere riconosciuti come esseri umani in difficoltà.

Immaginiamo una persona che urla per strada, gesticola, perde il controllo, pronuncia frasi sconnesse. Se è una persona italiana, bianca, ben vestita, anche se si trattasse di un perfetto sconosciuto il nostro primo pensiero tende a essere: «Sta male». Qualcuno prova a calmarla, cerca un parente, chiama i soccorsi. Dietro il suo comportamento continuiamo a intravedere una storia, una malattia, un dolore.

Se la stessa persona è straniera, povera, malvestita, magari con la pelle scura, cambiano immediatamente le parole: non è più “in difficoltà”, ma “fuori controllo”; non è più una persona da soccorrere, ma un pericolo da contenere. Il disagio psichico diventa degrado, la disperazione diventa minaccia, la povertà diventa colpa.

La prima ha una storia. La seconda diventa una categoria.

Alla prima concediamo una separazione tra ciò che è e ciò che sta facendo: non coincide con la sua crisi. La seconda, invece, viene interamente identificata con il comportamento che manifesta. Non è una persona che sta vivendo un episodio drammatico: diventa “lo straniero violento”, “il matto”, “il clandestino”.

Lo stesso meccanismo appare ancora più dolorosamente davanti ai bambini.

Un bambino biondo, bianco, ben vestito, che cammina da solo e sembra smarrito provoca immediatamente allarme. Ci chiediamo dove siano i genitori, se abbia paura, se qualcuno lo stia cercando. Ci fermiamo, lo avviciniamo con cautela, chiamiamo aiuto. Riconosciamo in lui ciò che vedremmo in nostro figlio.

Un bambino rom, sporco, vestito poveramente e solo sullo stesso marciapiede può invece diventare parte del paesaggio. Lo sguardo gli passa sopra. Pensiamo che sia abituato, che appartenga a quella vita, che qualcuno lo stia controllando da lontano. Talvolta lo osserviamo persino con sospetto.

È sempre un bambino. Ha la stessa paura, lo stesso bisogno di protezione, la stessa incapacità di difendersi. Eppure non gli riconosciamo automaticamente la stessa innocenza.

Forse è questa una delle forme più profonde della disuguaglianza: non soltanto avere meno diritti o meno risorse, ma ricevere una diversa interpretazione del proprio dolore.

Il ragazzo di buona famiglia con una dipendenza vive “una tragedia familiare”; il giovane straniero dipendente è “degrado”. La madre italiana sopraffatta dalla stanchezza è “in difficoltà”; quella povera e straniera diventa “irresponsabile”. La persona senza dimora nella quale riconosciamo una vita simile alla nostra è una persona sfortunata; il migrante che dorme in stazione viene percepito come un elemento di disordine.

Non vediamo soltanto con gli occhi. Vediamo attraverso categorie costruite dalla paura, dalla classe sociale, dal colore della pelle, dal modo di parlare e di vestirsi. A chi ci somiglia concediamo complessità, attenuanti e possibilità di riscatto. Dell’altro vediamo soltanto l’atto, l’errore, la presenza ingombrante.

La compassione, così, non viene distribuita in base all’intensità della sofferenza, ma alla somiglianza con noi.

Naturalmente, un comportamento pericoloso deve essere fermato, qualunque sia l’origine di chi lo compie. Proteggere gli altri rimane necessario. Ma contenere un pericolo non significa smettere di vedere la persona. Sicurezza e umanità non sono alternative: è proprio la capacità di conservarle entrambe che distingue una comunità civile da una folla impaurita.

Una società non diventa crudele soltanto quando colpisce. Diventa crudele molto prima: quando smette di domandarsi che cosa sia accaduto a qualcuno. Quando davanti a un essere umano fragile non vede più una richiesta di aiuto, ma soltanto un fastidio da allontanare.

Spesso diciamo: «E se fosse nostro figlio?». È una domanda utile, ma dovremmo riuscire ad andare oltre. Perché quel bambino dovrebbe aver bisogno di somigliare a nostro figlio per meritare protezione? Perché una persona dovrebbe apparirci familiare per essere riconosciuta come umana?

Il prossimo non è soltanto chi ci somiglia. È chiunque, attraversando il nostro sguardo, ci affida per un istante la propria vulnerabilità.

La misura della nostra umanità non è la compassione che proviamo per quelli nei quali ci riconosciamo. È la capacità di riconoscere come nostri anche coloro che siamo stati educati a non vedere.

Prima del passaporto, del colore della pelle, dell’etnia e del conto in banca viene la persona.

O almeno, dovrebbe venire.

#MassimoMarra
@attualita

 

In un clima crescente di razzismo e disumanità, sbandierati come fosse un valore, noto due macrocategorie:

  • persone (mal)pensanti, ovvero gente che pensa e s/ragiona facendo propri pregiudizi e creare un clima di paura per tornaconto personale, alcuni politici per esempio.
  • Poi i non/pensanti, quelli che ti coprono di insulti sui social. Gli individui compresi in questo secondo macrogruppo non hanno alcun tornaconto che possa giustificarli, li muove solo la rabbia che, unita all'ignoranza, non offre soluzioni a chi soccombe all'insoddisfazione della propria esistenza, alla fortissima sensazione di aver sbagliato tutto nella vita: lavoro amici moglie/marito. E di non avere la forza morale, non averla mai avuta, di rischiare. Privi di coraggio, hanno vissuto lasciandosi trasportare dalla corrente senza scegliere, fino a sbattere contro gli scogli. Non essendo capaci di salvarsi rispondono con la rabbia, l'acredine contro chiunque in qualsiasi modo li metta di fronte al loro personale fallimento. Ripetono così come pappagalli ciò che alcuni politici nella maniera più becera offrono alla loro frustrazione. E questi sono quelli che più mi preoccupano.

@attualita

#hater #odiatori

 

è uscito il secondo episodio di "Bibi. Le sei vite di Benjamin Netanyahu", il podcast prodotto da Altreconomia, curato dalla giornalista Anna Maria Selini con il sound design di Luca Bozzoli, che indaga chi è davvero uno dei leader più potenti e spietati al mondo. Si intitola “Il ‘mandante morale’”.

In questa puntata, dopo la morte di Yoni, Benjamin Netanyahu rientra in Israele e inizia la sua ascesa politica, dimostrando da subito spregiudicatezza e la netta opposizione agli Accordi di Oslo. Arringa la folla alle manifestazioni e non si oppone alle minacce contro Rabin, ma le cavalca. Anna Maria Selini torna nel Paese e intervista, tra gli altri, Anshel Pfeffer, autore della biografia non autorizzata di Benjamin Netanyahu.

Questo e il primo episodio - un successo, ascoltato da migliaia di persone - li trovi già sul nostro sito e sulle principali piattaforme (Spotify, Apple podcasts, Amazon music e Spreaker). I prossimi quattro sono in uscita fino al 23 ottobre 2026, data dell’appuntamento elettorale più importante nella vita di Netanyahu.

#Netanyahu #altraeconomia
@attualita

Bibi. Le sei vite di Benjamin Netanyahu https://altreconomia.it/bibi-sei-vite/?utm%5C_source=newsletter&utm%5C_medium=email&utm%5C_campaign6Bns=

[–] emama@poliversity.it 1 points 1 month ago
[–] emama@poliversity.it 1 points 1 month ago

@giorgiosarto @news
E bravi (ironic)... escludendo gli obiettori 😡

[–] emama@poliversity.it 2 points 5 months ago

@gian_d_gian @scuola @news

Sono prove di regime autoritario. Stanno mutando la Costituzione, hanno pronta una nuova legge elettorale con premio di maggioranza che gli garantirà, se vincono, un potere talmente ampio che, con la riforma del premierato, non saremo più in democrazia, ma in democratura sul modello Orbán.
Per questo ora hanno bisogno, dopo aver preso il controllo della Rai e zittito le maggiori testate giornalistiche, di controllare la magistratura, prima cambiando sette articoli della Costituzione, poi se vincono con leggi ordinarie a colpi di maggioranza.

Queste prove non vanno prese sottogamba.

[–] emama@poliversity.it 1 points 6 months ago* (last edited 6 months ago)

@pgo @news io credo di aver capito che quel sw può dare accesso al pc su richiesta di ...
Staremo a vedere. Potrebbe funzionare da troyan, soprattutto a seguito di aggiornamenti.

[–] emama@poliversity.it 1 points 8 months ago (1 children)

@informapirata mi ricorda quando da piccoli ci contingentavano il tempo davanti alla tv. I motivi erano simili. Non identici, però.

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