Sulla piattaforma di Booking.com (così come su altre grandi piattaforme internazionali come Airbnb ed Expedia) sono presenti annunci di strutture ricettive, hotel e case vacanza gestite da cittadini israeliani all'interno degli insediamenti in Cisgiordania.
La questione è al centro di forti controversie internazionali, campagne di boicottaggio e azioni legali. [1]
Le contestazioni internazionali
- Identificazione geografica: molte di queste strutture vengono pubblicizzate online come situate genericamente nel territorio di "Israele", omettendo il fatto che si trovino in territori occupati oltre la "Linea Verde" del 1967.
- Posizione delle Ong: organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International e Human Rights Watch, denunciano da anni che l'attività economica legata al turismo in queste zone contribuisce a legittimare ed espandere le colonie, considerate illegali dal diritto internazionale. [2, 3]
- Le azioni dell'ONU: l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani include regolarmente Booking.com nel database delle aziende che operano o traggono profitto all'interno degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme Est.
Le risposte di Booking.com e le tutele introdotte
- L'avviso di sicurezza: per rispondere alle crescenti pressioni, Booking.com ha introdotto un banner informativo per i viaggiatori che cercano alloggi nell'area. L'avviso segnala esplicitamente che la zona è considerata "occupata" e che la permanenza può comportare rischi legati alla sicurezza e ai diritti umani. [4, 5]
- La linea aziendale: la società ha più volte difeso la scelta di non rimuovere completamente gli annunci, dichiarando di voler permettere ai viaggiatori di esplorare il mondo in autonomia. Ha inoltre sottolineato che l'esclusione totale di una specifica nazionalità o area geografica potrebbe esporre l'azienda a cause legali in altri Paesi per motivi discriminatori.
- Le denunce penali: nonostante le tutele applicate, diverse coalizioni di organizzazioni non governative hanno presentato denunce penali (ad esempio presso la Procura olandese, dove Booking.com ha la sede principale) con l'accusa di riciclaggio di proventi derivanti da presunti crimini di guerra legati alla confisca dei terreni. [6, 7, 8]
[1] https://bdsmovement.net/
[2] https://apnews.com/
[3] https://www.amnesty.it/
[4] https://actionnetwork.org/
[5] https://www.assopacepalestina.org/
[6] https://bdsnederland.nl/
[7] https://altreconomia.it/
[8] https://it.marketscreener.com/
Israele/Territori palestinesi occupati: agenzie turistiche online colpevoli di trarre guadagno dai crimini di guerra - Amnesty International Italia https://www.amnesty.it/israele-territori-palestinesi-occupati-agenzie-turistiche/
@elettrona @news
La domanda che mi porgo è:
cui prodest?
Ranucci? Mah. Se avesse voluto davvero lasciare Report per darsi alla politica non penso avesse bisogno di questo attentato per trovarsi sulle prime pagine. A quello ci aveva già pensato la destra destra.